Il mercato immobiliare non arresta la sua corsa

16 Novembre 2020
Posted in immobiliare
16 Novembre 2020 barbaramattei

Da quando è stato dichiarato lo stato di Pandemia dall’Oms, le domande che mi rivolgono più frequentemente sono le seguenti: “si vendono ancora le case?”, “che fine farà il mercato immobiliare?”, “E’ crisi nera?”.

Voglio rispondere a tutti coloro che si pongono giustamente queste domande ed entrare nel dettaglio della tematica. Ci sono state inizialmente molte difficoltà burocratiche, ma il settore immobiliare ha risposto inaspettatamente in modo positivo. Certamente il mercato del retail e commerciale hanno avuto l’esigenza di riorganizzarsi.

Che cosa è cambiato a chi è alla ricerca di una casa?

ll DPCM del 4 novembre divide l’Italia in 3 zone, rossa, arancione e gialla a seconda della gravità dello scenario. Le agenzie sono aperte nelle regioni classificate come gialle e arancioni ed a chi è stato assegnato questo colore è consentito uscire per recarsi all’agenzia immobiliare, che resta aperta e operativa, così come sono concessi i sopralluoghi negli immobili a cui si è interessati.

Non chiara è la situazione nelle zone rosse, per cui si attendono chiarimenti. Se la situazione dovesse essere ritenuta simile a quella dello scorso maggio, il lavoro degli agenti e in particolare i sopralluoghi rientrerebbero nelle “comprovate esigenze lavorative” per cui, a fronte di tutte le precauzioni che vanno prese per gli altri spostamenti, è consentito uscire di casa compilando l’apposito modulo di autocertificazione.

L’autocertificazione è tra l’altro necessaria per gli spostamenti nelle zone arancioni, ma non serve compilarla invece nelle regioni a cui è stato assegnato il semaforo giallo.

In caso di compilazione dell’autocertificazione il cliente che raggiunge agenzia o luogo della visita dovrebbe – a differenza dell’agente per cui il motivo dello spostamento è “Comprovate esigenze lavorative” – scegliere l’opzione “Altri motivi ammessi” specificando la visita con finalità di acquisto o locazione.

In attesa di ulteriori chiarimenti da parte del Governo si possono inoltre chiedere delucidazioni alla polizia locale, alla questura o agli organi competenti, nonché verificare che non ci siano ordinanze comunali o regionali che limitano ulteriormente la mobilità.

Come riportato dalla FIAIP, nell’ultimo decreto non sono previste misure rivolte alle attività di mediazione immobiliare. E’ per questo che la federazione non ha dubbi sulla possibilità di poter continuare a lavorare anche nelle zone rosse, invitando però tutti gli operatori del settore a rispettare con la massima prudenza le norme di comportamento per il contenimento dei contagi.

E il mercato immobiliare come sta reagendo?

Segnali positivi dal mercato immobiliare residenziale italiano che mette in luce un andamento incoraggiante in questo anno non proprio facile. Secondo quanto rilevato di recente dall’Istat, infatti, si evidenziano valori dei prezzi delle case in deciso aumento nel II trimestre del 2020.

L’emergenza sanitaria Covid-19 e il lockdown non hanno dunque rallentato la crescita dei prezzi delle case che segnala nel periodo preso in esame un +3,1% rispetto al trimestre precedente e un+3,4% su base annua. Una dinamica che interessa indistintamente sia le nuove abitazioni (+2,7%) sia quelle già esistenti (+3,7%); stando a quanto dichiarato dall’Istat siamo di fronte all’incremento di prezzi più alto da quando è disponibile la serie storica.

Quello che si evidenzia nel II trimestre del 2020 è un trend che aveva preso avvio già nella seconda parte del 2019 e che via via si è andato consolidando e si riferisce ai contratti di vendita stipulati tra aprile e giugno 2020, ma per i quali gli accordi erano già stati presi in precedenza. Di contro, nel medesimo periodo, è stata messa in luce una decisa contrazione del numero di compravendite, che si deve vedere probabilmente collegata alle misure che sono state adottate per contenere il virus, calo che comunque almeno in parte è già stato riappianato a giugno. Secondo il parere degli esperti nel corso dei prossimi mesi ci si dovrà attendere una sostanziale stabilità in termini di prezzi delle abitazioni, se non un calo di questi. In generale, infatti, il mercato immobiliare risente degli effetti della crisi qualche mese più tardi.

Come sta andando il mercato immobiliare degli investimenti commerciali?

Vediamo un’approfondita ricerca di Engel & Völkers Commercial Milano e Lombardia che ha presentato il primo Market Report Retail, facendo un’analisi di tipo immobiliare, economico e sociale di ben 25 indirizzi a Milano, e altrettante vie commerciali tra Bergamo, Monza e Brescia.

Questo studio, che rappresenta il primo di una serie di appuntamenti per gli operatori del Retail, ha preso in considerazione una serie di dati rilevati all’alba dell’emergenza sanitaria Covid-19, sia per ciò che riguarda le più tradizionali mete di lusso della città Milanese, come Via Monte Napoleone, sia per i più noti indirizzi dello shopping Mass Market, come Corso Buenos Aires, ma anche altre aree che nel corso degli ultimi anni si sono affacciate al mondo Retail, come Via Borsieri. Di ciascun indirizzo è stata analizzata l’attrattività in termini economici, la tipologia di attività presenti e il grado di internazionalizzazione. Grazie all’apertura di nuovi corner commerciali in Lombardia la ricerca ha preso in considerazione anche le città di Monza, Bergamo e Brescia.

Le conseguenze del Covid-19 sono state molto pesanti per l’intero mercato immobiliare nazionale, e in particolare nel mondo del Retail Real Estate milanese e più in generale lombardo. La dura crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria ha contribuito ad allargare il gap già esistente tra le richieste dei proprietari che intendono vendere immobili commerciali e le disponibilità di coloro che sono alla ricerca di un investimento in questo senso, che stando ai dati si attesta tra il 20% e il 25%. La prossima edizione del Retail Market Report è stata fissata per aprile 2021, avendo così la possibilità di analizzare sul lungo periodo gli effetti che la pandemia ha avuto sugli investimenti commerciali in Lombardia.

Abbinare un tradizionale soggiorno alla possibilità di fare smart working, oppure aprire le proprie stanze in orario da lavoro, dalle 9 alle 18. Ecco il nuovo volto degli hotel che oggi, vedendosi cancellare meeting aziendali e eventi di business, si trasformano in accoglienti uffici dotati di tutti i comfort.

E per le catene alberghiere?

I numeri delle prenotazioni alberghiere sembrano ancora essere lontani da un livello soddisfacente, gli eventi e i congressi che normalmente venivano organizzati all’interno di questi contesti si sono ridotti all’osso. E poi c’è il lavoro agile, con tutta una nuova flessibilità e possibilità di organizzare il proprio lavoro, in uno spazio diverso da quello del tradizionale ufficio. Tutte queste trasformazioni hanno contribuito in modo essenziale al cambiamento del concept di alcune tra le principali catene alberghiere.

Il Gruppo Accor, ad esempio, ha lanciato il cosiddetto Hotel Office, ossia la possibilità per i clienti di poter prenotare una stanza in hotel in orario lavorativo, con l’opzione anche di acquistare un pacchetto di cinque giorni, con accesso diretto al bar, ristorante e alle sale benessere delle strutture. Anche l’NH Hotel Group ha recentemente lanciato il progetto NH Room office, che consente di prenotare camere sanificate e predisposte rispetto agli attuali standard sanitari, da poter utilizzare come uffici privati.

Si tratta di una tendenza che oggi arriva ad abbracciare gran parte dell’Europa, come già riportato solamente qualche giorno fa un approfondimento de Il Sole 24 Ore. Numeri alla mano, stiamo parlando di 250 hotel in Gran Bretagna, 70 nel Nord Europa, con una previsione di crescita consistente nei prossimi mesi anche nel resto dei Paesi. Nuove esigenze dunque nel mercato immobiliare che cercano una risposta nelle offerte proposte dagli hotel, i quali stanno lavorando intensamente per creare spazi funzionali anche per queste necessità: scrivanie, sedie ergonomiche, wi-fi ad alta velocità, servizi di stampa, tv con segnale via cavo e la possibilità di accogliere fino a due persone del team, per favorire comunque il lavoro di squadra.

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