Lo spuntino immobiliare

25 Gennaio 2021 barbaramattei

Lo Spuntino Immobiliare è un VLOG che tratta tematiche immobiliari attraverso interviste condotte da Barbara Mattei, agente immobiliare che opera nel territorio romano e non solo.

Questo format innovativo nasce dalla volontà della conduttrice di avvicinare il suo pubblico al settore immobiliare, cercando di creare un ambiente conviviale come quello di un incontro per uno “spuntino” notturno. In ogni puntata sarà presente uno chef che preparerà il piatto preferito dell’intervistato.

Un format giovane, fresco ed audace che ti trascinerà, prendendoti per la gola, nel fatato mondo immobiliare.

Il 22 gennaio 2021 ore 21 è andata in onda su Facebook e Youtube la prima puntata, dove l’ospite d’eccezione è stato Paolo Leccese comunicatore ed imprenditore. Mentre lo chef della puntata, il giovane Andrea Giuseppucci che ha cucinato per l’ospite un ottimo tagliolino al tartufo.

Seguite lo Spuntino oltre che sui vari social network, sul sito www.barbaramattei.com

Qua di seguito riportiamo integralmente l’intervista:

Barbara Mattei presenta lo Sputino Immobiliare. Questa sera come ospite un imprenditore comunicatore di eccezione, Paolo Leccese. Chef della puntata Andrea Giuseppucci.

Barbara Mattei: Paolo sono contenta di averti qua alla mia prima puntata di Spuntino Immobiliare

Paolo Leccese: Grazie di avermi invitato

Barbara Mattei: Grazie a te per aver accettato il mio invito. Paolo, sei un consulente immobiliare, comunicatore, imprenditore e a primi posti dei motori di ricerca quando si parla di Real Estate. Sei stato protagonista di molti eventi che riguardano il settore della casa come il Fidec a Milano. Nonché autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi.

La mia domanda è, come fai a coniugare la tua vita lavorativa a quella privata?

Paolo Leccese: Non è semplice. Sono stato sicuramente molto fortunato a trovare una donna molto paziente che riesce a starmi vicino anche nei momenti di mia assenza e come sai a volte viaggio per lavoro e sono spesso fuori dall’Italia. Questo crea una tensione familiare, perché manca la figura paterna soprattuto con tre figli, ma lei è super nella gestione di tutto questo.

Barbara Mattei: Quindi come tutti i team è importante l’organizzazione. Parlavano di tua moglie che mi sembra essere fondamentale nella tua vita. Parlando di donne, se fossi una donna che donna saresti?

Paolo Leccese: Sarei stato sicuramente una donna in carriera. Mi immagino come nei film americani, queste donne in carriera che camminano in tailleur e scarpe da ginnastica e indossano poi il tacco quando arrivano in ufficio. 

Barbara Mattei: Ho una sorpresa per te!

Paolo Leccese: Sono curioso!

Barbara Mattei: Ti presento Andrea Giuseppucci, Chef di Tolentino nelle marche. Mia regione del cuore. Ho voluto scegliere le Marche per la mia prima puntata di Spuntino Immobiliare. Andrea che cosa andrai a cucinare?

Andrea Giuseppucci: Paolo, mi è stato detto che uno dei tuoi piatti preferiti sono i taglioni al tartufo. Quindi questa sera ti preparerò i taglioni al tartufo mantecato con il parmigiano e sopra delle belle scaglie di tartufo nero

Paolo Leccese: Ottimo

Barbara Mattei: Abbiamo già l’acquolina in bocca. Ti aspettiamo con ardore. A dopo. Giocando sempre al gioco del se fosse. E’ un gioco che io uso per conoscere meglio le persone. Se fossi una canzone. Che canzone saresti?

Paolo Leccese: Di canzoni che penso possano essere assimilabili al mio modo di essere ce ne sono tante ed in particolare penso a “Where The Streets Have No Name” degli U2. Canzone di fine anni ’80. C’è un motivo. Bono Vox spiegò ed intrepretò questa canzone spiegando come a Belfast, era facile ricondurre il dato del reddito delle persone in relazione alle vie dove abitavano. All’epoca non era una cosa positiva perché la relazione tra reddito e persone avveniva per lopiù nella parte più povera della città, un ghetto di operai. Oggi cerchiamo tanto nell’immobiliare di capire come si muove la domanda in funzione del reddito e delle zone e sarebbe interessante avere queste informazioni  in maniera gratuita magari in futuro attraverso la tecnologia.

Barbara Mattei: Paolo invece se fossi un libro. Che libro saresti?

Paolo Leccese: Sicuramente “Il Vecchio E Il Mare” di Hemingway. un libro che mette in risalto la natura che a volte sembra ribellarsi all’uomo.   Ogni volta che lo rileggo apprezzo delle sfumature diverse su questo rapporto tra Santiago, il pescatore, ed il mare. La natura è veramente qualcosa di incredibile. Cento pagine che secondo me vanno lette e rilette più volte proprio per apprezzare il rapporto uomo/natura. 

Babara Mattei: A proposito di libri, ho letto il tuo ultimo libro che si intitola Brandity. Che ho gradito particolarmente. Brandity che è appunto la crasi tra due parole Brand ed Identity: Marchio ed Identità. L’ho trovato un manuale agevole senza fronzoli per chiunque voglia creare la propria identità. Mi è piaciuto il fatto che tu abbia inserito diversi aforismi. Io sono un’amante degli aforismi. E ne ho evidenziato uno e vorrei che tu me lo commentassi. Tra l’altro di un mio corregionale abbastanza noto:

Giacomo Leopardi. “Diventiamo ridicoli solo quando vogliamo apparire ciò che non siamo”.

Paolo Leccese: Con questo libro ho cercato di aiutare le persone che lo leggeranno ad evitare gli errori che molto spesso si commettono nei social network. Il rischio è quello di non essere autentici. In uno dei capitoli di questo libro, approfondisco il tema dell’authentic marketing che molte aziende sottovalutano e  invece dovrebbero cercare di approfondire. A mio avviso non è possibile che si commettano errori di comunicazione proprio nel non essere autentici. Questa è una delle cose più gravi che possano accadere nella comunicazione web.

Andrea Giuseppucci: Ragazzi è bruttissimo parlare senza un po’ di vino. Vi verso del Pinot Grigio. Ne approfitto anche per prendere i piatti visto che è pronto

Barbara Mattei e Paolo Leccese: Grazie, grazie mille

Barbara Mattei: Paolo, tu sei un imprenditore serio ed impegnato, ma dietro di te si cela questo aspetto di una persona molto divertita e goliardica se vogliamo. Poi questo aspetto si nota un po’ di più nelle tue trasmissioni radiofoniche. Ti va di raccontarmi uno degli eventi più esilaranti accaduti nel tuo percorso professionale?

Paolo Leccese: Ho viaggiato tanto per lavoro e a volte viaggiavo per giorni con clienti che volevano acquistare ad esempio in Germania piuttosto che negli Emirati Arabi. Ne avrei tanti di episodi divertenti da raccontare, soprattutto quelli accaduti fuori dagli spazi lavorativi. Però ce ne è uno che mi è rimasto particolarmente impresso. Una volta ho accompagnato a vedere un immobile in costruzione a Berlino con una coppia di signori sulla sessantina e dopo aver visto lo showroom di questo nuovo progetto, siamo usciti. Dopo circa cinque minuti il marito cerca la moglie… l’avevamo chiusa dentro lo showroom uscendo e  nessuno se ne era accorto. E’ stato simpatico perché lui si è accorto di non avere la moglie accanto avendo lei solo quando cercava il suo pacchetto di sigarette. E’ stato divertentissimo. Lei penso abbia passato cinque minuti un po’ bruttini chiusa li dentro. Insomma una distrazione anomala.

Barbara Mattei: Passando a scenari totalmente diversi. Come sai Paolo stiamo vivendo un periodo particolarmente gravoso dal punto di vista economico, sociale e sanitario per via del Covid-19. Quali sono le tue previsioni. Qual è la tua percezione della situazione attuale del settore immobiliare in virtù di questa situazione?

Paolo Leccese: E’ una domanda complicata. Soprattutto considerando che tutto quello che ci sta accadendo non era prevedibile e le reazioni che dal primo lockdown abbiamo potuto vedere, sono state totalmente diverse da tutte le previsioni fatte, anche dai più grandi istituti di statistica in Italia. Subitodopo il primo lockdown c’è stata una stranissima euforia che ha portato il mercato immobiliare ad un numero di compravendite quasi allineate con quanto era previsto prima del lockdown. Adesso stiamo vivendo quest’ulteriore periodo di incertezza che ha rallentato il mercato. Quello che impressiona è sempre l’ incertezza. Quanto dura? Fino a quanto questo virus potrà creare danni ad alcune fasce di lavoratori? Penso ai proprietari di locali commerciali per esempio che hanno subito, in alcuni casi un ritardo nei pagamenti, in altri una riduzione dei canoni, il tutto poi aggravato dal  blocco degli sfratti per morosità.  Penso alle aziende che ruotano  intorno al turismo, al settore alberghiero, le case vacanze. Tutta quella filiera è ferma. Questa incertezza che produce danni reali sul blocco di determinati settori di attività, è quello che mi mette più paura proprio perché non si capisce quando questa cosa finirà. Non credo che il vaccino sia una bacchetta magica. Le conseguenze di questa pandemia probabilmente dureranno a lungo. Ma io Sono sempre stato un ottimista e voglio immaginarmi un 2021 totalmente diverso al 2020, ma dai numeri e dalle analisi che leggo,  probabilmente il 2021 sarà un anno di transizione.

Barbara Mattei: Per quanto riguarda i diversi interventi governativi come sismabonus, ecobonus, credito d’imposta. Credi possano agevolare la situazione? Cosa pensi di questi interventi?

Paolo Leccese: Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con persone molto più autorevoli di me in merito a questo argomento e devo dire che dalle risposte che ho avuto, tutti sono concordi sul fatto che sia stato fatto tanto ma non abbastanza. Si poteva osare un po’ di più. Nei paesi di Europa, come ad esempio la Germania o il Regno Unito (se vogliamo considerare ancora come paese europeo) è stata emessa liquidità nei conti correnti delle aziende. Qui per lo più è stato usato il sistema del credito di imposta. Da un lato è conveniente, ma dall’altro alcune aziende già erano in crisi da prima non riuscivano a fatturare e non produrre imposte sulle quali godere del credito. E’ un grosso handicap come tipo di applicazione di ristoro.

Barbara Mattei: E’ sicuramente un momento difficile. Non solo per l’Italia e per l’Europa. Ma anche oltreoceano. Tu viaggi molto e conosci anche altre realtà come gli Stati Uniti per esempio. Ti va di spiegare qual è la differenza normativa in ambito di vendita immobiliare tra Stati Uniti ed Italia?

Paolo Leccese: Si di fatto parliamo se parliamo delle regole dell’intermediazione immobiliare sono due mercati completamente diversi. Rispetto al mercato italiano quello statunitense è molto più giovane dell’altro. Siamo passati dall’era dei sensali, coloro che mettevano in relazione le parti per qualsiasi affare. Questa figura mano mano si è evoluta a quella del mediatore immobiliare ed avuto la sua dignità professionale solo nel 1989 con una norma specifica. Negli Stati Uniti fin dalla fine dell’800 c’è sempre stata una norma che regola l’intermediazione immobiliare. Questo ha fatto si che in questi anni la coscienza popolare sia andata nella direzione di considerare la figura dell’agente immobiliare con una dignità professionale diversa rispetto a quella che noi abbiamo oggi in Italia. Quindi va da sé che negli Stati Uniti nessuno si sogna di vendere la propria casa da solo, ma si tende a chiamare un professionista che cura i propri interessi nella compravendita sia lato acquirente che lato venditore. La grande differenza consiste nel fatto che negli Stati Uniti è apprezzata e capita spesso che venga espressamente richiesto all’agente immobiliare di essere il  consulente di parte che assiste il venditore o l’acquirente e che quindi non fa l’intermediario. Mentre qui c’è questo ruolo ibrido a cui è imposta la terzietà sull’operazione che deve curare gli interessi di entrambe le parti. Finché non si passa ad un tipo di modello più moderno in Italia saremo un po’ penalizzati proprio perché questa modalità impedisce alcuni atteggiamenti virtuosi che invece vengono naturali nel sistema come quello americano, ad esempio la collaborazione.

Barbara Mattei: Approfondendo l’argomento quali potrebbero essere i benefici di un adeguamento del sistema normativo italiano a quello americano per quanto riguarda questo specifico aspetto del settore delle compravendite immobiliari.

Paolo Leccese: Innanzitutto è necessario  ragionare su una auspicata modifica culturale forte per cui l’agente immobiliare sarà considerato  un professionista, con una sua riconoscibilità ben delineata dalla norma. Per cui le persone si rivolgeranno con fiducia ad un professionista che li aiuta nel raggiungere il loro obiettivo di vendere o locare il proprio immobile. Finché quindi non raggiungeremo questo, far calare dall’alto una norma, potrebbe essere soltanto il primo passaggio per iniziare a costruire questo ulteriore percorso culturale. Credo che il beneficio sarà sicuramente quello di un mercato più dinamico e brillante. Credo e mi batto da anni affinchè la collaborazione diventi un perno fondamentale di tutte le agenzie immobiliari in Italia. Però le variabili che ostacolano questo tipo di processo ad oggi sono ancora troppe, però qualcosa si sta muovendo.

Barbara Mattei: Esistono delle realtà in Italia che tentano in qualche modo di imitare quello che avviene negli Stati Uniti?

Paolo Leccese: Esistono delle realtà che utilizzano questo sistema che si chiama MLS. L’elemento di difficoltà nell’applicazione di questo sistema in Italia è che ogni singola organizzazione utilizza delle proprie regole. Per cui se ci sono dieci o cinquanta sistemi diversi, tra loro non parlano e questo è il vero limite. In passato si è provato a fare un aggregatore di tutte queste reti, un progetto virtuoso che avrebbe consentito di condividere il patrimonio immobiliare con la domanda. Di fatto un sistema funziona quando domanda e offerta dialogano. In Italia molto spesso questo meccanismo si inceppa proprio perché alcuni gruppi di agenzie ritengono che il loro portafoglio debba rimanere chiuso all’interno di un contenitore, quindi non condiviso. Questo è un grosso limite. Finchè non si scioglie questo nodo diventa impossibile cercare di rendere univoca la modalità di lavoro. Oggi ci stanno provando in tanti quindi vuol dire che il mondo dell’intermediazione ha capito che c’è un interesse e sta tentando di muoversi in questa direzione. Speriamo che con il tempo e tanti folli come me, piano piano si riesca ad andare verso la condivisione totale.

Barbara Mattei: Io me lo auguro vivamente.

Paolo Leccese: Anche io. Ci vuole del tempo per fa metabolizzare al mercato e agli operatori del settore un cambiamento perché vige la regola del  “ho sempre così” e questo dogma in qualche modo va superato anche con l’ausilio della tecnologia.

Barbara Mattei: Quindi un cambiamento culturale ce lo auguriamo. Parlando di tecnologia. Come la tecnologia può aiutarci a progredire nel settore immobiliare?

Paolo Leccese: Da qualche anno è stato sdoganato il termine proptech, che è una crasi tra due parole property e technology. Un esempio di proptech probabilmente il più semplice arriva dai portali immobiliari, anni fa per cercare una casa dovevi utilizzare dai giornali specializzati di annunci come Porta Portese a Roma e Seconda Mano a Milano e dovevi letteralmente  “sporcarti le mani” per cercare un immobile, sfogliando decine di pagine con l’inchiostro che ti lasciava il segno. Oggi attraverso un portale trovi: visite virtuali, fotografie HD, planimetrie, ecc… I portali sono di grande aiuto sia agli addetti ai lavori sia ai clienti finali. Poi ci sono realtà come per esempio Realistico che è una giovane azienda che si occupa di visite virtuali e che aiuta nella ricerca mostrando le immagini visitabili a 360° oppure  Walliance che si occupa di crowdfunding immobiliare che consente a piccoli risparmiatori di fare degli investimenti immobiliari, partendo da somme molto basse, anche vicino ai 500 euro, e puoi sentirti investitore immobiliare. Queste piattaforme tecnologiche ti consentono di entrare all’interno di un progetto molto più grande nel quale tu sei un piccolo pezzo del puzzle che si conclude con il finanziamento totale di quell’operazione. Quindi la tecnologia ci aiuterà a cercare casa meglio, a vendere casa meglio, a massimizzare i tempi e i guadagni e sono sicuro che con il tempo ci aiuterà anche a livello sociale. Come dicevo prima quando mi riferivo al legame con l’immobiliare della canzone “ Where The Streets Have No Name”, la tecnologia ci aiuterà nella ricerca anche ad esempio ad individuare che tipo di persone sono più vicine al nostro status e quindi posso comprare una casa meglio perché so che in un certo luogo ci sono più famiglie, piuttosto che più single, come più persone con alto reddito, piuttosto che con basso reddito. Sono sicuro che la tecnologia ci darà una grande mano.

Barbara Mattei: La nostra chiacchierata è giunta al termine. E’ stato veramente un piacere averti qua e nel mentre attendiamo questi taglioni al tartufo che sono molto curiosa di assaggiare, ti chiedo . Qual è la casa dei tuoi sogni?

Paolo Leccese: Bella domanda. Intanto ci ho pensato tante volte a questa domanda. Immagino una casa ad un piano molto alto con tanta luce ed una vista più larga possibile. Un attico. Lo immagino in una grande metropoli internazionale. Se devo dare proprio un connotato a questa casa. Magari un attico con vista su Central Park. So che ti fa piacere questa cosa.

Barbara Mattei: Ah mi fa piacere. Sai io sono un’amante di New York. Ce l’ho nel cuore.

Andrea Giuseppucci entra con il piatto preferito dell’intervistato

Paolo Leccese: Nel frattempo vedo arrivare i taglioni.

Barbara Mattei: Oh Che Meraviglia. Non vedo l’ora di assaggiare questi taglioni al tartufo. Ringrazio Andrea Giuseppucci per aver cucinato per noi questa prelibatezza. Ringrazio Paolo Leccese per la nostra chiacchierata. A voi un arrivederci al prossimo Spuntino. Non dimenticate di mettere mi piace sulla pagina Lo Spuntino Immobiliare di Facebook, di seguirmi su Instagram lospuntinoimmobiliare o _mattei_barbara. Iscrivetevi al Canale di You Tube di Barbara Mattei. A PRESTO

MANTRA FINALE:

LA LEGGE MORALE DENTRO DI NOI, IL CIELO STELLATO DENTRO DI NOI. BUONANOTTE

Frase tratta dall’Opera “Critica della ragion pratica” di Immanuel Kant

Rimanete collegati.

Allora a presto al prossimo Spuntino.

Barbara Mattei


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