Rigenerazione urbana: la nuova frontiera

18 Gennaio 2021 barbaramattei

Cosa significa rigenerazione urbana? Volendo dare una definizione possiamo definirla come un insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione di uno spazio urbano. Il processo di rigenerazione avviene tramite interventi di recupero a livello di infrastrutture e servizi, limitando il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale. Rigenerare permette inoltre alla comunità di riappropriarsi e di rivivere nuovamente gli spazi rigenerati, con evidenti miglioramenti nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica e ambientale.

Occorre sottolineare che quando si parla di rigenerazione il riferimento non è alla mera ricostruzione di un edificio fatiscente o a un progetto qualsiasi di riqualificazione. L’obiettivo della rigenerazione urbana è contribuire a rendere le città sostenibili e più a misura d’uomo, contrastando il frenetico ed indiscriminato ricorso al consumo di suolo edificabile.

Con il costante venir meno delle superfici edificabili, si è cominciato a diffondere l’idea di recuperare il più possibile spazi e aree già presenti. Per questo motivo, architetti, ingegneri e progettisti hanno rivisto le loro priorità privilegiando una maggiore razionalità nella costruzione e favorendo azioni di recupero urbane, soprattutto delle aree periferiche più degradate.

Riqualificare un’area o rigenerarla è dunque un modo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, cercando di riqualificare lo spazio occupato dalle persone ed aumentarne, ove possibile, il valore.Tutto questo viene realizzato tramite la rigenerazione urbana.

La rigenerazione avviene attraverso il recupero minuzioso e creativo delle zone edificate in disuso, riqualificandole nel rispetto della sostenibilità ambientale e incentivando l’uso di materiali eco-compatibili. Nell’ultimo decennio la rigenerazione urbana ha fatto passi in avanti affermandosi come occasione per promuovere politiche di partecipazione sociale, incentivando l’occupazione e l’imprenditoria locale. È anche occasione per dare alle città non solo un aspetto nuovo, attraverso un rilancio dell’immagine territoriale, ma anche un motivo di rilancio dal punto di vista culturale, economico e sociale e chiaramente con attenzione agli aspetti ambientali.

La rigenerazione è un processo che non ha regole predefinite e deve adattarsi al caso concreto. Un fattore importante in un programma di rigenerazione urbana è sicuramente il coinvolgimento degli attori sociali. Rigenerare, infatti, non deve solo favorire la trasformazione fisico-spaziale del territorio, ma deve contribuire anche al miglioramento del contesto sociale e ambientale. Dunque non occorre solo il coinvolgimento degli attori dell’edilizia, ma anche di tutte le componenti sociali, come quelle di tipo associativo.

In questi ultimi tempi si discute spesso di rigenerazione urbana, ovvero di programmi mirati a contrastare il degrado delle nostre città. E degradato è anche lo stato di conservazione di parte del patrimonio immobiliare italiano: secondo i dati esaminati da Scenari Immobiliari, infatti, solo a livello residenziale sono oltre 70mila gli edifici che necessiterebbero di un intervento urgente di manutenzione. Il motivo di questo numero così elevato è semplice: due terzi delle case italiane sono stati costruiti più di 50 anni fa, mentre appena il 9% risale a questo secolo. Visto che, come si sa, la ricchezza degli italiani è in buona misura legata proprio alle abitazioni (si parla di circa 5,4 miliardi di euro), risulta chiaro che è arrivato il momento di prendere provvedimenti.

Il bisogno di ammodernare le infrastrutture delle nostre città, le esigenze sempre più stringenti in termini di mobilità e la necessità di rendere le città più “abitabili”, soprattutto nelle aree periferiche, hanno messo in primo piano l’esigenza di un nuovo modo di intendere e concepire l’area urbana.

Alla luce di quanto visto finora, ricordiamo che il Governo ha introdotto moltissime agevolazioni per gli interventi sugli immobili, specie se fatti in ottica green, cioè migliorando le prestazioni energetiche, riducendo il rischio sismico e sostituendo i vecchi impianti di climatizzazioni: si va dal “Superbonus” del 110% alle detrazioni del 36% sugli interventi di restauro e risanamento e del 70% per quelli che incrementano il livello di efficienza energetica.

A inizio settembre sono stati presentati due concorsi di progettazione banditi da Roma Capitale, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, per la realizzazione del nuovo Polo Civico Flaminio e il nuovo mercato San Giovanni di Dio, con l’obiettivo di restituire ai cittadini spazi pubblici e servizi per la collettività garantendo la qualità architettonica degli interventi.

Quindi anche la Capitale che per un lunghissimo ventennio si era posta nell’ottica dell’espansione urbanistica, espandendo i suoi confini di gran lunga al di fuori del raccordo anulare si sta ponendo nell’ottica della riqualificazione.

I costruttori della Capitale sembrano aver tirato i remi in barca. Si tratta di un arresto momentaneo o di una nuova versione di tendenza?

“Due spazi trasformati e rimessi a nuovo, luoghi vivi che ospitano cultura, manifestazioni, eventi, mostre d’arte, mercati. Vedere questo tipo di lavoro premiato ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta: recuperare l’immenso patrimonio immobiliare esistente e rivitalizzare così interi quartieri”. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, commenta così la “rigenerazione” di due vecchi depositi dell’Atac divenuti oggi spazi al servizio della cultura. “Pratibus District e Ragusa Off hanno vinto – sottolinea la bella Raggi – il primo premio ai Best Location Award 2020, due immobili pubblici prima abbandonati e trascurati ma con grandi potenzialità che il lavoro di Urban Value e della nostra azienda di trasporto pubblico, hanno saputo recuperare e riqualificare completamente”.

“Quando parliamo di rigenerazione urbana – ragiona l’affascinante prima cittadina – parliamo di interventi concreti per rendere più belli e vivibili i quartieri della città. Non sono progetti astratti ma trasformazioni che i cittadini possono vedere realizzate e toccare con mano”.

Presentato due anni fa alla città di Roma, il progetto di rigenerazione urbana temporanea degli ex depositi ATAC, sviluppato e realizzato da Urban Value in collaborazione con ATAC e il Comune di Roma, con l’obiettivo di dare nuova vita a posti in disuso, ormai rinomati come Pratibus District e Ragusa Off.

Oltre 23.000 mq di depositi abbandonati, grazie al modello di Urban Value, sono ora diventati contenitori versatili e internazionali destinati a moltissimi scopi e usi differenti. Un modello innovativo di rigenerazione che ha permesso alle location di adattarsi costantemente alle esigenze del mercato e che ha visto la conferma del suo successo nel premio conferito pochi giorni fa agli ex depositi come miglior location d’Italia in occasione dei recenti Best Location Awards 2020.

“La recente grande vittoria è il risultato di una sfida vinta nel proporre un concept nuovo di spazi che non fosse solo una location per eventi o uno spazio polifunzionale ma un luogo multiobiettivo, capace di ospitare, anche contemporaneamente, moltissime attività con scopi differenti” dichiara Simone Mazzarelli, CEO di Urban Value. “Questo progetto di rigenerazione urbana temporanea conferma la sua inclusività offrendo ampie e variegate opportunità per le esigenze più eterogenee. Insieme ad ATAC e al Comune di Roma abbiamo donato nuovi spazi alla città, non solo per eventi, ma luoghi sempre in grado di rispondere con efficacia alle nuove esigenze dei cittadini”.

Anche in periodo di Covid gli ex depositi di ATAC gestiti da Urban Value hanno continuato a generare valore per la città adibendo gli spazi, che solitamente ospitavano iniziative aperte a grandi quantità di pubblico ora impossibili a causa delle normative in vigore, a progetti sociali e benefici, come la collaborazione con “Sosteniamoci”, iniziativa nata per aiutare le numerose famiglie in difficoltà che, a causa dell’emergenza Covid-19, non avevano più un lavoro.

Più di 200 giovani volontari hanno donato il proprio tempo per confezionare pacchi spesa occupandosi anche della distribuzione. Pratibus District è stata la sede dove i volontari hanno potuto comporre pacchi alimentari e regali di Natale da consegnare a case-famiglia e a nuclei familiari in difficoltà.

Gli spazi di ATAC hanno ospitato anche mercati di beni di prima necessità, supportando le attività dei coltivatori diretti, e importanti produzioni televisive che hanno trasformato Pratibus District nel set perfetto per le registrazioni di programmi tv nazionali e spot pubblicitari.

In termini economici, fino ad oggi, l’operazione di rigenerazione urbana temporanea, a fronte di un investimento iniziale da parte di Urban Value di 1.079.000 euro, ha generato un indotto generale di oltre 14 milioni di euro per la città.

Ma questa tendenza alla riqualificazione non sembra solo italiana.

Anche l’Europa si muove in questa direzione, soprattutto con l’obiettivo di migliorare l’impatto ambientale delle case. Attraverso la strategia “A Renovation Wave for Europe”, la Commissione europea vuole incrementare i tassi di ristrutturazione dei prossimi 10 anni e arrivare a 35 milioni di edifici riqualificati entro il 2030: in questo modo, oltretutto, si verrebbero a creare decine di migliaia di posti di lavoro.

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